martedì 13 maggio 2014

Elisa Cozzarini e Ibrahim Kane Annour a Vicino Lontano (Udine)


"Il deserto degli occhi"

Una storia vera, un piccolo libro speciale sul Sahara e il suo popolo-mito: i tuareg. L’autore, il nigerino Ibrahim Kane Annour, ha lavorato a lungo come guida turistica. Quando scoppia la ribellione del Movimento nigerino per la giustizia, è sospettato di appoggiare i ribelli come tutte le guide turistiche per la loro profonda conoscenza del deserto. Costretto a lasciare la sua terra, giunge in Italia come rifugiato politico. Viene accolto a Pordenone, dove vive la più grande comunità tuareg italiana. Il libro, scritto dalla giornalista Elisa Cozzarini, ne ripercorre infanzia e giovinezza, celebrando la nobiltà della vita nomade e la magia dei viaggi con le carovane tra Azzel, Agadez e il deserto, ma anche l’impegno politico al liceo e le spedizioni con gli occidentali.

martedì 25 marzo 2014

Jurij Paljk, scrittore e poeta


Jurij Paljk è nato a Velike Zablje nella Valle di Vipacco (Slovenia) nel 1957. Dopo aver compiuto gli studi al Liceo Classico del Seminario di Vipava (Vipacco), ha ottenuto il diploma di maturità scientifica anche presso il Liceo France Preseren di Trieste. Ha frequentato le Facoltà di Medicina e di Filosofia presso l'Università di Trieste. Attualmente lavora come giornalista al Novi Glas, settimanale degli Sloveni in Italia, collabora con emittenti radiofoniche, quotidiani e periodici sloveni di là e di qua del confine. Segue con interesse gli avvenimenti artistici e si occupa di critica d'arte. Finora ha pubblicato tre raccolte di poesie: 'Soba 150' (1986), 'Nemir' (1994), 'Nedorecenemu" (1997). Nel 1998 si è classificato primo al Concorso internazionale di poesia di Trieste "Premio Neruda". Con la moglie Adriana e le figlie Ivana e Tina risiede a Terzo d'Aquileia.



...le kot senca preide človek,
le za prazen nič se vznemirja,
kopiči, a ne ve, kdo bo pobral.

...è come un'ombra l'uomo che passa.
Sì, come un soffio si affanna,
accumula e non sa chi raccolga.


Psalm-Salmo 39,7

domenica 26 gennaio 2014

"Il Deserto negli occhi" nella Biblioteca delle Oblate (Firenze)

Venerdì 24 gennaio abbiamo presentato il libro a Firenze, ospiti dell'Associazione Transafrica

Il libro racconta la storia vera di Ibrahim Kane Annour, tuareg nigerino, rifugiato politico in Italia. Costretto a fuggire dal deserto, vive a Pordenone.
Descrizione
Il deserto come spazio infinito, come dimensione affettiva, come
luogo dell’anima.
Ibrahim Kane Annour è figlio del deserto: a undici anni accompagna
gli zii e il padre nelle carovane, seguendo il vento, in sella ad
Abbarogh, il cammello più docile. Impara a orientarsi osservando
il cielo, il letto asciutto dei fiumi, il contorno delle montagne
all’orizzonte. A quindici si innamora di Gheischita, dalle lunghe
trecce, e di notte scappa per andarla a trovare di nascosto nel suo
accampamento tra le dune.
A ventitré sposa Maria Zenabou, conquistato dai suoi penetranti
occhi neri, in una cerimonia in grande stile ad Agadez.
Poi scoppia la rivoltadei tuareg, e Ibrahim, sospettato
di aver aderito al movimento dei ribelli ad Agadez, deve
lasciare la moglie e i quattro figli per non finire in prigione, torturato o ucciso, come gli amici, come il padre. Lui, che è sempre stato un pacifista,
e la cui colpa è stata solo quella di voler essere un uomo libero e di accompagnare i turisti occidentali nel deserto.
Trova asilo in Italia dove si adatta a fare l’operaio, a vivere in oasi di
cemento, a scandire il tempo secondo il ticchettio delle lancette. Si
reinventa una vita. Dopo alcuni anni, riesce a ricongiungersi con la
sua famiglia, e ora vive a Pordenone, dove ha sede la comunità
tuareg più grande d’Italia.
Ma nei suoi occhi scuri come l’ebano, misteriosi e impenetrabili,
sono ancora riflesse le dune, e il vento del deserto di notte lo chiama, chiedendogli di tornare.